2022

Dal 7 maggio al 26 giugno 2022

Il lato umano delle cose

A cura di Angela Madesani

Artista: Enzo Obiso

Pavarolo: inaugurazione  07 e 08. 05. 2022 > 26. 06. 2022 /  h.15

Casorati, il Comitato Scientifico Studio Museo Casorati, presieduto da Francesco Poli, l’Associazione Plug IN, con il coordinamento della Sindaca Laura Martini, promuove e presenta, nella stagione primaverile 2022, il progetto espositivo “Il lato umano delle cose”, a cura di Angela Madesani,  all’interno del Museo Studio Felice Casorati, di Casa Casorati e nei vari luoghi riconvertiti a spazi espositivi, presenti  nel borgo di Pavarolo, nella borgata San Defendente  e in quello di Bardassano (Emporium Project).

Enzo Obiso, fotografo di fama internazionale, presenta un nuovo progetto espositivo, in linea con le mostre realizzate a Pavarolo negli ultimi anni che hanno mantenuto vivo il dialogo tra la memoria dei luoghi, in cui ha vissuto e lavorato Felice Casorati, e gli artisti contemporanei invitati ad esporre.

Nello Studio Museo verranno esposte opere realizzate nel 2013 nello studio di Francesco Casorati in via Mazzini a Torino e in diversi periodi del passato all’interno di quei luoghi casoratiani intrisi di un’atmosfera magica, ferma nel tempo, che sembra racchiudere echi, vibrazioni e segreti del Maestro di chi li ha vissuti e ci ha lavorato, dalla moglie Daphne al figlio Francesco.

Con le foto di Obiso non ci troviamo di fronte a panoramiche dello studio, a foto di interni, piuttosto a sguardi privati, alle forbici antiche poste in tutta la loro maestà su un tavolo da lavoro, agli strumenti ordinati per l’incisione, …” (dal testo critico di Angela Madesani)

Negli altri spazi dislocati nei borghi verranno esposti diversi focus selezionati nel vasto repertorio iconografico di Obiso: “E quindi le altre immagini sempre cariche di rimandi, di storie, di memoria personale e dei luoghi, che si tratti di Cuba, di Gubbio o di un paesaggio innevato posto su un paravento che richiama l’antica cultura giapponese. Ma anche paesaggi italiani, talvolta notturni, colti nella loro semplicità strutturale. La fotografia di Obiso è priva di trucchi, di qualsivoglia sensazionalismo. Le sue immagini esigono il tempo dell’ascolto, dell’osservazione ponderata. In esse non vi sono pregiudiziali di matrice tecnica, tutto è legato allo scopo da raggiungere. Il virtuosismo non gli appartiene. Lo strumento fotografico è ciò che gli permette di raggiungere il risultato auspicato.” (dal testo critico di Angela Madesani)

Si realizza così una continuità poetica che si snoda lungo tutto il percorso della mostra, la cui caratteristica più significativa e interessante risiede nella mancanza di una scelta precisa fra l’opzione paesaggistica e quella umana, il che equivale a sottolineare come, nell’attuale scavalcamento dei generi, le due tendenze nient’altro sono se non le due facce di una medesima medaglia, un modo diretto e spontaneo di guardare alla realtà, a tutta la realtà, a tutte le poliedriche e infinite forme del suo apparire, con l’unico scopo di approfondire il rapporto dialettico che lega l’uomo e il suo mondo interiore alla storia e alla natura e al lato umano delle cose.

MAPPA LUOGHI ESPOSITIVI