2026

 

Il 29 novembre 1913 Felice scriveva all’amica Tersilla Guadagnini confessando di essere “ diventato un visionario, un sognatore e non dipingo più che le immagini che vedo nei sogni. Le notti stellate, gli esseri invisibili: gli spiriti puri, le allucinazioni […] Vorrei avere sempre la febbre alta e delirare!”.

LA VIA LATTEA

10 ANNI DI MOSTRE A PAVAROLO

Maura Banfo • Beldy • Felice Casorati • Francesco Casorati • Boris Cassanmagnago • Luca Ceccherini • Manuele Cerutti • Gigi Chessa • Sabine Delafon • Alice Dicembrini • Francesca Ferreri • Angiola Gatti • Sebastiano Impellizzeri • Hilario Isola • Carlo Levi • Daphne Maugham • Francesco Menzio • Federico Montaresi • Enzo Obiso • Luisa Rabbia • Piergiorgio Robino • Antonietta Raphaël • Giulio Saverio Rossi • Hiba Schahbaz • Lorenzo Silvestri • Kiki Smith • Gosia Turzeniecka

a cura dell’Archivio Casorati

OPENING: sabato 16 MAGGIO 2026  h 16:00 > h 19:30

La Via Lattea non è soltanto il titolo di un’opera del 1914 di Felice Casorati, ma anche quello di una rivista da lui fondata nel 1913, pensata come luogo di convergenza tra arte, pittura, musica e poesia. Un progetto visionario e collettivo, nato dal desiderio di far gravitare attorno a una stessa costellazione colleghi, critici e scrittori, uniti da una sensibilità onirica e sperimentale.

Il titolo della mostra allude oggi a una diversa costellazione: non quella degli artisti, ma quella delle opere che, nel corso di dieci anni, sono transitate nei luoghi cari al Maestro. Opere come stelle, ciascuna con la propria luce e la propria traiettoria, capaci di lasciare una traccia nello spazio e nella memoria.

Rileggere questo decennio espositivo significa riconoscere come, a partire dal piccolo studio costruito da Casorati negli anni Trenta, sia nata una presenza capace di illuminare un territorio e di generare relazioni artistiche inattese.

Lo spirito sperimentale che caratterizzò la svolta del 1913–1914 ha continuato a guidare in questi 10 anni una linea espositiva aperta e coraggiosa, fondata sul dialogo tra la poetica di Casorati, l’arte del Novecento e la ricerca contemporanea.

La cornice di questi incontri è stata inizialmente lo studio di Felice, poi la sua casa privata e, successivamente, grazie al progetto Emporium Project , alcuni spazi diffusi nel paese di Pavarolo. Luoghi diversi, ma accomunati da una stessa qualità: quella di essere spazi recuperati ma capaci di accogliere presenze e generare relazioni.

L’Archivio Casorati ha generosamente reso possibile l’ingresso di opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni private negli spazi più intimi dell’universo casoratiano. E cosa può esserci di più riservato e sacrale dello studio di un artista? Poter entrare in questi luoghi è già un atto fecondo, significa confrontarsi con una memoria viva, con un tempo sospeso che continua ad agire sulle opere contemporanee.

La Via Lattea non nasce come una mostra celebrativa, ma come una chiamata alle opere. A quelle che sono già state esposte, a quelle nate qui durante le residenze, a quelle che hanno lasciato un’impronta più profonda o più silenziosa, più visibile o più segreta.

Non tutte hanno potuto rispondere. Alcune erano già impegnate altrove, altre troppo fragili o difficili da muovere, altre ancora custodite con troppo amore da collezionisti che hanno scelto di trattenerle come presenze intime. Eppure, proprio questa selezione inevitabile ha contribuito a definire una nuova geografia, una nuova costellazione.

Non una collettiva di artisti, ma una collettiva delle mostre passate, o meglio di quell’unica mostra durata 10 anni dove le opere hanno orbitato poeticamente attorno alle memorie e luoghi casoratiani.

In alcuni casi sono state le opere stesse a suggerire accostamenti inattesi.

Un’immagine richiamava un’altra immagine, un soggetto riappariva a distanza di decenni. La rappresentazione di un cortile notturno ci ricordava che esiste un altro studio di Felice, altrettanto magico. Un frammento di memoria visiva contemporanea costringeva a riaprire archivi e depositi. Oppure un parallelepipedo pesantissimo, ma fatto di luce, ci rimandava dritti al mantra casoratiano del numerus, mensura, pondus.

Una natura morente contemporanea faceva rivivere una celebre mela spaccata.

E un improbabile reperto trovato nel giardino della casa riappariva all’improvviso nello studio come un’epifania pittorica.

Opere: ci illudiamo spesso di possederle, ma forse sono loro a possedere noi. Sono loro che ci chiamano, che chiedono di tornare, di essere rimesse in relazione, di confrontarsi con nuovi sguardi e nuove condizioni.

Questi dialoghi non sono stati pianificati in modo rigido, ma sono emersi come attrazioni magnetiche, come movimenti spontanei tra forme e immagini che si riconoscono e si cercano.

Se l’opera d’arte non è soltanto un oggetto ma un organismo vivo, allora possiamo immaginare questa mostra come un territorio abitato da presenze autonome: opere che si avvicinano, si respingono, si osservano reciprocamente

La Via Lattea diventa così una nuova mappa celeste: una pleiade di opere ritornate, riemerse da luoghi diversi, planate ancora una volta a Pavarolo per generare connessioni trasversali imprevedibili, tra epoche e linguaggi artistici lontani.


 

informazioni pratiche

apertura 17.5.2026 > 28.6.2026 / 27.9.2026 > 8.11.2026

tutte le domeniche h 15:00 >  h18:00. Ingresso libero

L’esposizione si articola in più sedi, ciascuna con un’identità specifica:

Lo Studio Museo Felice Casorati accoglie il nucleo storico e simbolico legato alla famiglia Casorati – Felice, Daphne Maugham, Francesco Casorati e Beldy – insieme a opere contemporanee che interrogano la memoria dei luoghi e la dimensione intima dello spazio creativo.

La Veranda di Casa Casorati ospita lavori incentrati sulla materia, sull’oggetto e sulla trasformazione dell’immagine, con opere che riflettono sul rapporto tra natura, memoria e costruzione visiva.

Il percorso prosegue nel paese con interventi diffusi:

Torre Campanaria, dove saranno presentati video realizzati da giovani artisti nell’ambito della rassegna Visionaria (2023)

Ex Emporio, spazio recuperato e trasformato in sede espositiva temporanea di materiali editati in questo decennio: cataloghi, manifesti, documenti video…

La mostra è a ingresso libero e aperta al pubblico tutte le domeniche dalle 15 alle 18, dal 17 maggio al 28 giugno 2026 e dopo la pausa estiva dal 27 settembre all’8 novembre 2026

Per scuole e gruppi di minimo 12 persone, visite su appuntamento anche durante la settimana. Prenotazioni turismo@comune.pavarolo.to.it.

leggi il Comunicato Stampa

Info: museocasoratipavarolo@gmail.com / turismo@comune.pavarolo.to.it / www.comune.pavarolo.to.it      /           www.pavarolo.casorati.net